Certificato di origine telematico: ora è più facile

23 April , 2018 Blog

La Camera di Commercio di Roma ha compiuto un passo decisivo verso la digitalizzazione rendendo obbligatoria la richiesta del certificato di origine telematico. Questo è un procedimento che presto verrà compiuto da tutte le altre Camere di Commercio nazionali.

Ecco perché abbiamo deciso di offrire un servizio attento e preciso, su tutto il territorio nazionale, con la nostra piattaforma web. È un servizio al passo con i tempi, come necessario che sia, per un paese che deve sempre più evolversi e recuperare il gap in ambito digitale.

Per noi sarà un piacere rispondere a eventuali domande sulle procedure e su come fare un certificato di origine telematico. Prima, però, è giusto dare qualche riferimento in più. Di cosa stiamo parlando? Affrontiamo insieme l’argomento.

Certificato di origine: fonti normative

Ciò che colpisce in primis per chi che gestisce il certificato di origine  è la scarsità di fonti legislative regolamentari e dottrinarie alle quali fare riferimento. Infatti le sole leggi che trattano i certificati di origine sono quelle che riguardano l’ordinamento delle Camere di Commercio:

  • legge 20.3.1910n°121
  • legge 8.5.1924 n°750
  • Testo Unico 20.9.1934 n°2011 articolo 46

Inoltre c’è il Decreto Presidenziale 28.6.1955 n°620 sul decentramento dei servizi del Ministero dell’Industria e del Commercio ora Ministero dello Sviluppo Economico, che ha attribuito anche tale compito alle Camere di Commercio. Però queste leggi si limitano a stabilire che tali Enti rilasciano i certificati di origine delle merci.

L’unica fonte legislativa di orientamento è costituita dalla Convenzione di Ginevra del 1923 che definisce gli Enti che possono rilasciare i certificati di origine, la lingua da usare nel documento e le facilitazioni tra Stati interessati.

Le fonti più importanti per i certificati

Sicuramente più importanti sono le fonti regolamentari costituite da apposite circolari del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero delle Finanze e della stessa Unioncamere (Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato, agricoltura) che molto hanno fatto in un campo nel quale la legge si limita a pochissime disposizioni di carattere generale.

Ogni camera ha la sua prassi
Varie circolari si sono susseguite nel tempo per disciplinare quanto più possibile la materia ma, lasciando grosse lacune, ogni Camera di Commercio ha avuto modo di crearsi una prassi, per proprio conto, sul contenuto e sui criteri del rilascio.

Come chiedere un duplicato del certificato?

Hai smarrito il certificato di origine? Può succedere, ma ora cosa devi fare per il richiedere il duplicato, senza perdita di tempo, e a chi ti devi rivolgere? In caso di smarrimento del certificato di origine è possibile richiedere il duplicato, a condizione che il richiedente presenti copia della denuncia di smarrimento fatta agli Organi di Polizia o ai Carabinieri.

Non è sufficiente una dichiarazione di smarrimento fatta dal legale rappresentante dell’impresa, poiché la normativa (da ultimo: Circolare n°75361/08 del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con Unioncamere nazionale) parla espressamente di Autorità competente.

Per il rilascio del duplicato va utilizzato un nuovo formulario, compilato da richiedente, che dovrà recare la dicitura “duplicato” e sul quale dovranno essere menzionati il numero e la data del certificato emesso in precedenza. Di conseguenza, sul duplicato compariranno due date diverse:

  • rilascio del certificato smarrito
  • emissione del certificato smarrito

In definitiva, nella casella 5 del nuovo certificato va inserito: Duplicato del certificato di origine n°………… emesso in data ………… Il duplicato dovrà essere richiesto, in ogni caso, entro sei mesi dalla data di rilascio del certificato smarrito. Per maggiori informazioni scarica modulo di certificato di origine in PDF.

Perché chiedere il certificato di origine proforma

Il certificato di origine può essere rilasciato anche a fronte di fatture proforma. A volte l’emissione del certificato di origine proforma può servire:

  1. per aprire una lettera di credito in alcuni Paesi;
  2. come strumento di conoscenza delle condizioni di vendita applicate al cliente estero;
  3. per spedire merci in sostituzione di altra già spedita in precedenza ma risultata poi essere difettosa (merce in garanzia);
  4. per merci in esportazione temporanea.

Qualora le Autorità del Paese di importazione temporanea esigano il certificato di origine (solitamente Paesi non aderenti alla Convenzione ATA) la Camera di Commercio alla quale sia fatta richiesta può rilasciarlo dietro presentazione della fattura proforma.

Questo è soprattutto il caso delle fiere e mostre; se il richiedente dovesse vendere tutta o parte della merce esportata in temporanea, dovrà emettere regolare fattura definitiva e richiedere, a fronte di quest’ultima, il certificato di origine definitivo necessario ai fini dello sdoganamento della  merce venduta nel Paese di importazione.

certificato di origine proforma

Ecco dove inserire l’informazione della pro forma.

In tutti i casi in cui viene emessa fattura proforma bisogna indicare i motivi, sia nel corpo della stessa sia con dichiarazione a parte su carta intestata a firma del legale rappresentante. Come puoi vedere anche nell’immagine in alto, nella casella 5 dedicata alle osservazioni va messa la dicitura “certificato proforma”.

Come ottenere il certificato di origine telematico

In questo articolo abbiamo indicato una serie di passaggi essenziali per fare il certificato di origine telematico e per ottenere il duplicato. Se hai dei dubbi e vuoi creare la tua documentazione senza errori puoi chiedere a noi, abbiamo un servizio specifico per questi documenti.

Chiedici come ottenere i certificati di origine telematici