Oggi è importante capire come ottenere la legalizzazione e il visto d’ingresso per il Kyrgyzstan, uno dei paesi più interessanti per l’import & export.
Il PIL reale ha mostrato una crescita robusta, trainata dai settori delle costruzioni e dei servizi. Volendo descrivere in poche battute la situazione, possiamo dire che l’interscambio tra Italia e Kirghizistan è in una fase di forte espansione soprattutto per quanto riguarda la meccanica.

Questa e la voce principale dell’export italiano perché c’è una fortissima richiesta di macchinari agricoli, impianti per la lavorazione alimentare e macchine per il settore tessile. Anche la moda va bene: il Made in Italy è uno status symbol. Oltre ai capi finiti, l’Italia esporta tecnologie per l’industria tessile locale, che è uno dei pilastri dell’economia kirghisa.
No, non è necessaria la legalizzazione da parte del consolato. Il Kirghizistan ha aderito alla Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961. Questo significa che la procedura è più semplice rispetto alla legalizzazione consolare tradizionale: non devi andare in ambasciata, basta l’Apostille in prefettura o procura.
Devi ottenere il documento originale: assicurati che sia firmato in originale dal funzionario. Poi recati (o spedisci tramite agenzia) il documento alla prefettura o in procura. Metteranno un timbro – l’Apostille, appunto – che certifica l’autenticità della firma a livello internazionale.
Molte autorità kirghise richiedono che il documento sia tradotto in russo o kirghiso. È preferibile fare la traduzione giurata in Italia dopo aver apostillato il documento originale, e poi apostillare anche la firma del traduttore in procura. In alternativa, puoi tradurre in Kirghizistan.
Anche per il visto affari i cittadini italiani beneficiano dell’esenzione per soggiorni fino a 30 giorni. Chiaramente, con questo documento non puoi lavorare ma solo svolgere attività collaterali. Come partecipare a riunioni, firmare contratti, visitare fiere o esplorare opportunità di investimento. Se la tua attività richiede più di 30 giorni o se devi essere assunto localmente o operare tecnicamente su impianti, il regime visa-free non è sufficiente.
Se prevedi che la tua attività di affari duri più di un mese, devi richiedere un e-Visa Business tramite il portale ufficiale evisa.e-gov.kg. Documentazione:
La società che invia la lettera deve ottenere un numero di autorizzazione dal Ministero degli Affari Esteri kirghiso. Durata del visto: può essere rilasciato per 30, 60 o 90 giorni, con ingressi singoli o multipli (da specificare al momento della richiesta). Tempi di rilascio: circa 3-5 giorni lavorativi.
Un punto critico per chi viaggia per affari è la registrazione. Sotto i 30 giorni di visa-free la registrazione non serve. Poi, la registrazione diventa obbligatoria. Entro 5 giorni lavorativi dall’arrivo, devi registrarti presso gli uffici del servizio migratorio. Se alloggi in hotel di alto livello a Bishkek, spesso, se ne occupano loro. Ma per i visti business è tua responsabilità assicurarti che la pratica sia evasa, pena multe salate all’uscita dal Paese.
Per quanto riguarda i visti turistici relativi all’ingresso in Kazakistan, c’è una novità importante entrata in vigore all’inizio del 2026 che cambia le regole rispetto al passato. Se prima i cittadini italiani potevano soggiornare liberamente per 60 giorni, ora le maglie si sono leggermente strette.
C’è l’esenzione del visto per i cittadini italiani. Possiamo entrare in Kirghizistan senza visto per soggiorni di natura turistica fino a un massimo di 30 giorni. Una nuova risoluzione governativa (n. 855) lo ha dimezzato per i cittadini di 55 Paesi, inclusa l’Italia. Se il tuo viaggio prevede una permanenza più lunga, hai due strade principali che puoi seguire per procedere.
Puoi richiederlo prima di partire sul sito ufficiale evisa.e-gov.kg. Solitamente, questa soluzione per il visto in Kazakistan permette soggiorni fino a 90 giorni. La procedura è interamente online e richiede circa 3 giorni lavorativi.
Questo visto per il Kazakistan si può richiedere presso l’ambasciata di questo paese a Roma che si trova a via della Camilluccia. È la scelta obbligata se lo scopo del viaggio non è puramente turistico, ad esempio lavoro o studio.