Marocco

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Consolare
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Visto
Turismo

Il Marocco è un partner storico per l’Italia, sia per l’import che per l’export. Quindi possiamo contare su procedure collaudate per ottenere la legalizzazione. E anche per i visti turistici e di affari, con alcune regole sulla durata del soggiorno e sulla natura delle attività professionali.

Marocco, legalizzazioni e visti per soggiorni

Concentriamoci sulle legalizzazioni perché il Marocco sta investendo molto in infrastrutture e l’Italia è in prima linea con aziende di ingegneria e costruzione. Proseguono anche i progetti sull’idrogeno verde e il solare, con forti incentivi per le aziende che portano tecnologia green.

La legalizzazione non serve

Per i documenti italiani come certificati, procure e atti societari è sufficiente l’Apostille in prefettura per atti amministrativi, in procura per atti notarili/giudiziari. È fondamentale che i documenti siano tradotti in francese o in arabo. La traduzione deve essere giurata e apostillata in Procura. Per esportare in questo Paese, non è richiesta la fattura consolare; la fattura commerciale, in 3 copie redatta in lingua francese, è esente da visti.

Una specifica per i vini

Per l’importazione dei vini è richiesto il certificato di origine, esente da legalizzazione consolare. In sostituzione del certificato di origine è sufficiente la seguente attestazione d’origine da apporre sulla fattura commerciale firmata dall’esportatore:

” Nous certifions que les marchandises dénommées dans cette facture sont de fabrication et d`origine italienne “.

Le importazioni dai paesi membri dell’Unione Europea ammesse al beneficio di eventuali trattamenti preferenziali concessi nel quadro dell’Accordo di Associazione UE-Marocco devono essere accompagnate dal certificato di circolazione Eur 1 rilasciato e vistato dalla dogana di uscita del Paese di esportazione, a richiesta dell’interessato.

 

Se vai in Marocco per riunioni, visite a clienti o fiere per meno di 90 giorni non serve il visto: entri come turista. Porta con te una lettera d’incarico della tua azienda italiana o un invito dell’azienda del territorio per giustificare il viaggio in caso di controlli doganali, ma non è richiesto un visto specifico.

Per soggiorni lunghi che ti chiedono di restare per più di 90 giorni devi recarti presso la Prefecture de Police o la Gendarmerie locale per richiedere la Carte de Séjour (permesso di soggiorno). Servono l’estratto del casellario giudiziale (apostillato), certificati medici locali e prove di capacità finanziaria o un contratto di lavoro approvato dal Ministero del Lavoro marocchino.

Iil Marocco è uno dei paesi più accessibili grazie all’esenzione del visto fino a 90 giorni. È necessario il passaporto in corso di validità perché la carta d’identità non è più accettata, nemmeno per viaggi di gruppo organizzati, salvo rarissime eccezioni temporanee. All’arrivo riceverai un timbro con un numero identificativo (CIN). Verifica sempre che il timbro sia leggibile.

Terminate queste procedure sei pronto/a per immergerti in questo magico paese: dalle vette dell’Atlante alle dune del Sahara, ogni paesaggio ti lascia senza fiato. Perdersi nel labirinto di colori e profumi dei souk di Marrakech o Fès è un rito di passaggio che rigenera lo spirito, mentre l’ospitalità marocchina, espressa nel calore di un tè alla menta offerto con sincerità, trasforma ogni soggiorno in un incontro umano profondo.

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