Le legalizzazioni consolari per l’Iraq rappresentano un passaggio essenziale per le aziende che intendono esportare merce in questo paese.

Parliamo di verifiche che l’azienda deve coordinare insieme all’ambasciata del paese in questione. In sintesi, questo passaggio interessa il certificato di origine e la fattura commerciale che attesta l’acquisto dei beni.
Grazie a questi passaggi il consolato del paese in questione – nella fattispecie l’Iraq – rilascia la legalizzazione che consente di spedire e ottenere il credito relativo alla merce. Dato che dal punto di vista commerciale questo paese rappresenta uno dei centri che si avvia verso un ripristino dei rapporti commerciali ordinari, per un’azienda italiana è utile capire come ottenere legalizzazioni consolari per l’Iraq. Ecco tutti i passaggi necessari.
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Di solito le tempistiche utili per avere legalizzazioni consolari in Iraq ruotano intorno ai 10 giorni lavorativi. Questi tempi possono variare in base a diverse ragioni, in primo luogo al conformità e l’esattezza della documentazione che l’azienda presenta. Chiaramente, errori di forma e sostanza comportano un allungamento dei tempi necessari per ottenere i permessi utili all’azienda. Non esiste procedura d’urgenza.
Il costo per ottenere la legalizzazione necessaria all’esportazione in Iraq è di 110 Euro. Modalità di pagamento: contanti, in da versare in Euro.
Le legalizzazioni consolari per l’Iraq hanno bisogno di una serie di documenti per permettere all’azienda esportatrice di creare un legame commerciale con il proprio partner in Iraq. Quali sono tutti i documenti da consegnare?
Il primo documento utile è il certificato di origine. Come deve essere redatto? In unico esemplare vistato dalla Camera di Commercio Italiana con vidimazione. Bisogna compilare tutti i campi. I timbri della Camera di Commercio devono essere visibili fronte e retro (EX UPICA) e la consegna i documenti avviene solo da persona fisica (non tramite corriere postale).
È obbligatorio che sul certificato di origine, nella sezione 5 per le osservazioni, siano riportati il numero di fattura e la data abbinata. Se questi dati mancano l’ambasciata non accetta i documenti. Bisogna usare esclusivamente la seguente dicitura: INVOICE N. [numero] – DATE: [gg/mm/aaaa]. Non devono essere aggiunte ulteriori informazioni, note o riferimenti. L’inserimento di dati extra può comportare il rifiuto del documento.

Altro passaggio relativo alla fattura commerciale: deve essere presentata in unico esemplare, con il visto della Camera di Commercio e vidimazione. Infine, la fattura deve essere firmata della rappresentante della società indicando il tipo di merce, (EX UPICA) dalla Camera di Commercio Italiana.
Al punto 4 del certificato inseriamo il punto di partenza e quello di arrivo della merce. Nel caso in cui i beni si spostino su nave bisogna indicare porto di partenza e di arrivo. Per spedizioni aeree si definiscono gli aeroporti.

Sempre sul punto 4, il porto o aeroporto di partenza deve essere obbligatoriamente situato in territorio italiano. Non sono accettati punti di uscita localizzati in altri paesi europei o extracomunitari. Analogamente, il punto di arrivo deve essere specificatamente iracheno, non è possibile indicare porti o aeroporti di paesi terzi attraverso cui transita la merce.
La formulazione corretta per le spedizioni marittime è: TRANSPORT: BY SEA – Port of loading: [città italiana] – Port of discharge: [città irachena]. Per le spedizioni aeree: TRANSPORT: BY AIR – Exit airport in Italy: [aeroporto italiano] – Entry airport in Iraq: [aeroporto iracheno].
Per portare a termine le legalizzazioni consolari per l’Iraq è necessario consegnare al consolato altri due documenti: quello d’identità del legale rappresentante dell’azienda esportatrice e la visura camerale che attesta l’esistenza della società impegnata nel rapporto economico.
Per i certificati sanitari rilasciati dalle ASL, dal Ministero della Salute o da enti analoghi, la legalizzazione deve avvenire tramite la Prefettura di competenza territoriale, non attraverso la Camera di Commercio.
I certificati di libera vendita e i certificati GMP (Good Manufacturing Practice) rilasciati rispettivamente dal Ministero della Salute e dall’AIFA devono essere presentati rigorosamente in originale. L’Ambasciata irachena non accetta copie conformi all’originale, nemmeno se autenticate da notaio.
Anche questi documenti devono essere preventivamente vidimati dalla Prefettura e redatti in lingua inglese. Successivamente è obbligatoria la traduzione giurata in arabo con legalizzazione presso la Procura della Repubblica. Solo dopo questi passaggi i certificati possono essere vistati dalla JIAC e infine legalizzati presso l’Ambasciata dell’Iraq.
Dal 14 marzo 2022 è entrata in vigore una nuova procedura per tutti i documenti che necessitano di legalizzazione consolare irachena, ad eccezione del certificato di origine e della fattura commerciale.
Ogni documento diverso (procure, contratti, dichiarazioni, certificati sanitari, bilanci, etc.) deve essere preventivamente vistato dalla Camera di Commercio Italo-Araba, ora denominata JIAC (Joint Italian Arab Chamber).
Questo passaggio è obbligatorio e propedeutico alla legalizzazione presso l’Ambasciata dell’Iraq. L’azienda esportatrice deve compilare un modulo di iscrizione o rinnovo alla JIAC. Il certificato rilasciato ha validità di 12 mesi.
Durante questo periodo, l’azienda può presentare più documenti senza dover rinnovare l’iscrizione. Dopo aver ottenuto il visto JIAC, i documenti possono essere presentati all’Ambasciata irachena per la legalizzazione finale.
l’Ambasciata dell’Iraq ha introdotto un requisito aggiuntivo per determinate categorie merceologiche. Per poter procedere con la legalizzazione del certificato di origine e della fattura commerciale, le aziende esportatrici devono fornire copia della licenza di importazione rilasciata al cliente iracheno dalle autorità competenti del paese. Questo obbligo riguarda esclusivamente le seguenti dodici categorie di prodotti:
Per le società che esportano dispositivi medici e prodotti sanitari è richiesto il contratto di vendita tra l’azienda italiana e quella irachena.
Nel caso in cui si spedisca merce di origine extra-UE, l’ambasciata dell’Iraq richiede obbligatoriamente certificato di origine estero o la bolla doganale d’importazione con l’indicazione del paese di origine. Inoltre, come sempre, deve sempre essere espressa la destinazione finale in Iraq.
Un dettaglio per le aziende che esportano in Iraq prodotti che riguardano l’aspetto medico. Per i certificarti sanitari, obbligatori nel caso in cui si debbano importare in Iraq medicine e prodotti farmaceutici, occorre la vidimazione della Prefettura di competenza.
Se le merci sono destinate a Enti non Governativi ma a società private, oltre alla documentazione citata serve allegare copia del contratto.
Le dichiarazioni e i certificati su carta intestata dell’azienda esportatrice richiedono una procedura di vidimazione presso la Camera di Commercio.
La vidimazione attraverso la modalità di stampa in azienda non è accettata dall’Ambasciata irachena per questo tipo di documentazione.
Come funziona? Il documento deve essere consegnato fisicamente agli sportelli della Camera di Commercio competente, dove un funzionario apporrà la propria firma autografa per la controfirma ufficiale.
Qualora il documento sia composto da più pagine, l’azienda deve preventivamente apporre un timbro di congiunzione tra ogni pagina. Questo timbro, posto a cavallo tra due fogli consecutivi, garantisce l’integrità del documento e impedisce sostituzioni o modifiche delle pagine.
Tutti i documenti su carta intestata saranno in lingua inglese. Se il documento è in italiano, è necessario procedere con la traduzione giurata in arabo, seguita dalla legalizzazione presso la Procura della Repubblica.
Per i documenti che rilasciano procure e/o autorizzazioni (come la distribuzione di un marchio sul territorio): questi permessi devono essere vidimati da un notaio italiano, con la conseguente certificazione della Procura della Repubblica di competenza.
Se il cliente iracheno vuole verificare la bontà dei contenuti deve inviare richiesta al Dipartimento di Relazioni Economiche Estere del Ministero del commercio iracheno. Ovvero il Ministry of Trade Foreign Economic Relations Department. L’Ambasciata dell’Iraq a Roma non rilascia alcuna dichiarazione.
Come per le legalizzazioni consolari, l’aspetto relativo al visto affari in Iraq è diventato un argomento particolarmente importante e centrale per l’economia delle aziende italiane.
Questo perché il paese in questione, nonostante, il periodo complesso attraversato, si trova in una situazione di ricrescita e ricostruzione del territorio. Quindi molte aziende hanno interesse a instituire relazioni commerciali sul posto. Per fare questo è necessario il visto affari.
Il visto affari è un documento necessario per entrare in un determinato paese, nella fattispecie l’Iraq, per motivi di lavoro. Ma non solo, la caratteristica del visto affari è che con questo documento si possono sottoscrivere contratti. Quindi c’è una netta differenza, a livello legislativo, tra visti turistici, lavoro e affari.
Il visto affari in questo paese mediorientale è rilasciato dall’ambasciata irachena a seguito di una serie di documenti necessari per attestare l’identità e le intenzioni delle parti richiedenti. Ecco cosa consegnare negli uffici dell’ambasciata irachena a Roma:
Alcuni punti da precisare. In alternativa all’autorizzazione emessa dal Ministero Affari Esteri si può presentare la lettera di invito della ditta irachena con la quale dovrebbe esserci la relazione di affari. Inoltre, a causa dei particolari rapporti geopolitici, sul passaporto non devono esserci visti per Israele. Questo vale anche per visite non recenti.
I tempi necessari per ottenere questo documento indispensabile per stringere rapporti d’affari con le ditte in Iraq variano in base ai documenti consegnati. Con l’autorizzazione ministeriale siamo intorno ai 4 – 5 giorni lavorativi. Con la lettera di invito della ditta irachena sono 7-15 giorni.
Per compilare, come abbiamo suggerito, c’è bisogno di un modulo di richiesta consolare. Per semplificare il lavoro ti lasciamo un modello in PDF che puoi scaricare e compilare prima di consegnare la domanda.
Documento da scaricare: MODULO AGGIORNATO IRAQ
Anche se la situazione dal punto di vista delle relazioni economiche è in miglioramento, per l’aspetto turistico c’è ancora molta instabilità nel paese. In ogni caso, Dal primo marzo 2025 il visto on arrival è stato sospeso per la maggior parte dei viaggiatori e per entrare in Iraq oggi bisogna fare richiesta di e-visa online prima della partenza tramite il portale ufficiale del governo iracheno. I tempi per ottenere il visto sono di circa 24-72 ore, ma può variare. Per procedere si può utilizzare il portale https://evisa.iq/en.