Sri Lanka

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Ultima modifica alle informazioni : August 28, 2026

Lo Sri Lanka è un paese che rappresenta un importante snodo comemrciale per l’Italia. Abbiamo relazioni forti con questa grande isola del sud est asiatico. L’antica Ceylon si trova vicino l’India e, come ci ricorda il sito InfoMercatiEsteri, importa una gran quantità di beni dal nostro paese.

Sri Lanka, visti turistici e legalizzazioni consolari

Le esportazioni italiane verso lo Sri Lanka ammontano a circa 233,7 milioni di euro e riguardano beni necessari per la filiera manifatturiera locale: parliamo soprattutto di filati, tessuti e semilavorati destinati all’industria locale dell’abbigliamento, macchine industriali per il settore tessile.

In realtà anche le esportazioni sono consistenti anche perché lo Sri Lanka è un polo globale per la produzione di capi finiti, anche per marchi italiani.

DAU o suo equivalente

Per le merci che escono dall’Unione Europea e si dirigono verso lo Sri Lanka è obbligatorio il DAU (Documento Amministrativo Unico noto anche come SAD, Single Administrative Document), gestito in formato elettronico tramite il sistema doganale con il modulo CusDec.

Fattura commerciale

Stabilita in triplice copia, in lingua inglese, deve indicare l’origine della merce con la menzione Country of origin seguita dal paese di fabbricazione, una descrizione dettagliata dei prodotti compresa la nomenclatura a 8 cifre.

Il codice HS è consigliato ma lo Sri Lanka applica i dazi sulla base delle prime 6 cifre (Codice HS universale). È indispensabile includere il codice dei termini di resa Incoterms, la valuta e i dati identificativi delle parti.

Certificato sanitario

Serve per la carne e prodotti di origine animale (latte, uova, preparazione di carni, ecc.), meglio avere informazioni dal proprio importatore. In Sri Lanka i controlli veterinari e di sicurezza alimentare sono estremamente severi.

I certificati rilasciati dall’ASL/Ministero della Salute italiano devono spesso rispettare modelli concordati o prevedere un permesso preventivo di importazione (Import Permit) richiesto dall’importatore locale prima dell’imbarco della merce. Il certificato fitosanitario è necessario per piante, sementi, frutta e verdura fresca rilasciato dai servizi fitosanitari regionali.

Vendita libera per i cosmetici

Redatto sulla base delle informazioni fornite dall’esportatore, attesta che i prodotti sono conformi al Regolamento CE 1223/2009 del 30 novembre 2009, relativo ai prodotti cosmetici ed in libera e corrente vendita in Italia così come negli altri paesi UE. Il certificato deve essere vistato dalla Camera di commercio e dal Consolato dello Sri Lanka.

I cosmetici devono essere registrati presso la NMRA (National Medicines Regulatory Authority) dello Sri Lanka da parte dell’importatore locale. Senza questa registrazione, la merce non supera la dogana.

Legalizzazioni in Sri Lanka

Non è possibile utilizzare la procedura semplificata dell’Apostille. Per dare valore legale in Sri Lanka ai documenti emessi in Italia è necessario completare la legalizzazione consolare.Questo perché, come ci ricorda il ministero, lo Sri Lanka non aderisce alla convenzione dell’Aja.

I documenti rilasciati da un’amministrazione e direttamente collegati ad un’operazione commerciale o doganale (come un certificato sanitario, ad esempio) devono essere legalizzati in anticipo.

Lo Sri Lanka è un hub comemrciale importante per l’Italia. Per questo, ci sono notevoli richieste per ottenere il visto affari da utilizzare in caso di visite commerciali, riunioni, attività preparative per firmare contratti. Il punto di partenza è questo: come per il turismo, il visto per affari è obbligatorio e segue la forumal dell’ETA – Electronic Travel Authorization.

Questa soluzione dà diritto a un soggiorno di 30 giorni, con possibilità di doppio ingresso. Si può chiedere in autonomia online sul portale ufficiale eta.gov.lk. Il costo non è pari a zero come per i visti turistici rivolti ai cittadini di 40 Paesi, tra cui l’Italia e le altre nazioni dell’Unione Europea.

Nel caso del Business Visa ci sono spese da sostenere: lo standard dei 30 giorni ha un costo di 55 dollari, con ingressi multipli. Ma in base alle esigenze si possono ottenere visti per affari più generosi ma anche più impegnativi (qui hai tutti i prezzi).

Il visto d’ingresso per il turismo obbligatorio in Sri Lanka. A partire dal 1 gennaio 2012 coloro che intendano visitare l’antica terra di Cylon per ammirare le sue bellezze devono avere il visto di ingresso ETA – Electronic Travel Authorization che dà diritto ad un ingresso nel Paese fino a 30 giorni. E consente un doppio ingresso (double entry) all’interno dell’arco temporale.

Come ottenere il visto?

L’ETA può essere richiesto online, sul sito www.eta.gov.lk, oppure attraverso le agenzie di viaggio o presso l’Ambasciata dello Sri Lanka a Roma. L’emissione diretta in aeroporto a Colombo al costo di 35 dollari è stata abolita; le autorità richiedono l’ETA online prima dell’imbarco.

Quanto costa l’ETA?

La tassa governativa per l’ETA turistico è di 50 dollari americani per la maggior parte dei cittadini internazionali. Il governo dello Sri Lanka ha introdotto l’esenzione dal pagamento della tassa ETA per 40 Paesi, inclusa l’Italia e i Paesi UE. L’obbligo di richiedere l’ETA sul sito resta.

Come rimanere di più

Un visto turistico iniziale può essere esteso per un soggiorno totale massimo di 6 mesi, l’operazione richiede il pagamento di una tassa governativa ed è consigliabile fare domanda almeno 10 giorni prima della scadenza del visto.

Si può prorogare la durata del visto presentando apposita istanza presso le Rappresentanze dello Sri Lanka presenti all’estero. Il Dipartimento srilankese dell’Immigrazione ha un portale dedicato, eservices.immigration.gov.lk, per richiedere e pagare l’estensione del visto turistico online.

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