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Le legalizzazioni consolari per l’Iraq rappresentano un passaggio essenziale per le aziende che intendono esportare merce in questo paese.

legalizzazioni consolari per l'Iraq

Parliamo di verifiche che l’azienda deve coordinare insieme all’ambasciata del paese in questione. In sintesi, questo passaggio interessa il certificato di origine – documento che attesta l’origine della merce esportata – e la fattura commerciale che attesta l’acquisto dei beni.

Grazie a questi passaggi il consolato del paese in questione – nella fattispecie l’Iraq – rilascia la legalizzazione che consente di spedire e ottenere il credito relativo alla merce. Dato che dal punto di vista commerciale questo paese rappresenta uno dei centri che si avvia verso un ripristino dei rapporti commerciali ordinari, per un’azienda italiana è utile capire come ottenere legalizzazioni consolari per l’Iraq. Ecco tutti i passaggi necessari.

Tempi necessari per ottenere la legalizzazione

Di solito le tempistiche utili per avere legalizzazioni consolari in Iraq variano dai 3 ai 6 giorni lavorativi. Questi tempi possono variare in base a diverse ragioni, in primo luogo al conformità e l’esattezza della documentazione che l’azienda presenta. Chiaramente, errori di forma e sostanza comportano un allungamento dei tempi necessari per ottenere i permessi utili all’azienda.

Documenti necessari per legalizzazioni in Iraq

Le legalizzazioni consolari per l’Iraq hanno bisogno di una serie di documenti necessari per permettere all’azienda esportatrice di creare un legame commerciale con il proprio partner in Iraq. Quali sono tutti i documenti da consegnare? Ecco al lista aggiornata al 2019.

Certificato di origine

Il primo documento utile in quest’occasione è il certificato di origine. Come deve essere redatto? In unico esemplare vistato dalla Camera di Commercio Italiana con vidimazione ex-upica, una controfirma da parte del Ministero dello Sviluppo Economico i che autentica la firma del funzionario.

campo 5 certificato di origine

Campo 5 utile alle legalizzazioni consolari per l’Iraq.

È obbligatorio che sul certificato di origine, nella sezione 5 per le osservazioni, siano riportati il numero di fattura, la data abbinata e il numero del contratto di fornitura che lega la società italiana a quella irachena. Se questi dati mancano l’ambasciata non accetta i documenti.

campo 4 - certificato di origine

Campo 4 utile alle legalizzazioni consolari per l’Iraq.

Dal 16/05/2018 è obbligatorio inserire al punto 4 del certificato il punto di partenza e quello di arrivo della merce. Nel caso in cui i beni si spostino su nave bisogna indicare porto di partenza e di arrivo, ad esempio: “Vessel (nome della nave) from Genova to Al Basrah”. Ovviamente per spedizioni aeree si definiscono aeroporti di partenza e arrivo.

Fattura commerciale

Altro passaggio è quello della fattura commerciale, la stessa deve essere citata nella sezione 5 del certificato di origine ed è obbligatoria. Deve essere presentata in unico esemplare, con il visto della Camera di Commercio e vidimazione ex-upica.

Visura e documento d’identità

Per portare a termine le legalizzazioni consolari per l’Iraq è necessario consegnare al consolato altri due documenti: quello d’identità del legale rappresentante dell’azienda esportatrice e la visura camerale che attesta l’esistenza della società impegnata nel rapporto economico.

Certificato d’ispezione

C’è un ulteriore passaggio di sicurezza che le aziende esportatrici devono affrontare per esportare merce e ottenere legalizzazioni consolari per l’Iraq: il certificato d’ispezione. Questo documento attesta la conformità dei beni esportati con quanto richiesto dal cliente e viene rilasciato da una serie di istituti di sorveglianza riconosciuti a livello internazionale:

  • BV BUREAU VERITAS.
  • INTERTEK GLOBAL.
  • TUV.
  • DNV.
  • SGS.
  • ATG.

dal 4 novembre 2019 questo documento non è più richiesto dall’Ambasciata per legalizzare il certificato di origine e la fattura.

Documento di spedizione

Da maggio 2019 è obbligatorio allegare alle domande di legalizzazioni consolari per l’Iraq anche il documento di spedizione-carico che conferma la spedizione dei beni. I nomi tecnici: bill of lading se la spedizione è via nave o air will bill se parliamo di un trasporto su aereo.

dal 4 novembre 2019 questo documento non è più richiesto dall’Ambasciata per legalizzare il certificato di origine e la fattura.

Merce di origine extracomunitaria

Nel caso in cui si spedisca merce di origine extra-UE, l’ambasciata dell’Iraq richiede obbligatoriamente certificato di origine estero o la bolla doganale d’importazione con l’indicazione del paese di origine. Inoltre deve sempre essere espressa la destinazione finale Iraq.

Esportazione prodotti farmaceutici

Un dettaglio per le aziende che esportano in Iraq prodotti che riguardano l’aspetto medico. Per i certificarti sanitari, obbligatori nel caso in cui si debbano importare in Iraq medicine e prodotti farmaceutici, occorre la vidimazione della Prefettura di competenza.

Merce destinata a Enti non Governativi

Se le merci sono destinate a Enti non Governativi ma a società private, oltre alla documentazione sopra citata, è necessario allegare copia del contratto.

Distribuzione e uso di un marchio

Per tutti i documenti che rilasciano procure e/o autorizzazioni (come la distribuzione di un marchio sul territorio): questi permessi devono essere vidimati da un notaio italiano, con la conseguente certificazione della Procura della Repubblica di competenza.

Traduzione dei documenti in arabo

Sempre in un’ottica di massima sicurezza e trasparenza, dal 1 ottobre 2018 è necessario tradurre tutte le dichiarazioni da italiano o inglese ad arabo. Inoltre queste versioni devono essere giurate da un traduttore professionista abilitato dal tribunale, e vistate dalla Procura della Repubblica competente.

In sintesi, il traduttore effettua il lavoro e giura davanti al Procuratore della Repubblica che la traduzione corrisponda al testo originale.

Chiedi un preventivo per la tua legalizzazione

Come per le legalizzazioni consolari, l’aspetto relativo al visto affari in Iraq è diventato un argomento particolarmente importante e centrale per l’economia delle aziende italiane.

Questo perché il paese in questione, nonostante, il periodo complesso attraversato, si trova in una situazione di ricrescita e ricostruzione del territorio. Quindi molte aziende hanno interesse a instituire relazioni commerciali sul posto. Per fare questo è necessario il visto affari.

Cos’è il visto affari e a cosa serve

Il visto affari è un documento necessario per entrare in un determinato paese, nella fattispecie l’Iraq, per motivi di lavoro. Ma non solo, la caratteristica del visto affari è che con questo documento si possono sottoscrivere contratti. Quindi c’è una netta differenza, a livello legislativo, tra visti turistici, lavoro e affari.

Documenti per visto affari in Iraq

Il visto affari in questo paese mediorientale è rilasciato dall’ambasciata irachena a seguito di una serie di documenti necessari per attestare l’identità e le intenzioni delle parti richiedenti. Ecco cosa consegnare negli uffici dell’ambasciata irachena a Roma:

  • Passaporto con validità minima di 3 mesi.
  • 2 foto tessere.
  • 1 modulo di richiesta consolare.
  • Autorizzazione emessa dal Ministero Affari Esteri.
  • Lettera di richiesta visto della ditta italiana.

Alcuni punti da precisare. In alternativa all’autorizzazione emessa dal Ministero Affari Esteri si può presentare la lettera di invito della ditta irachena con la quale dovrebbe esserci la relazione di affari. Inoltre, a causa dei particolari rapporti geopolitici, sul passaporto non devono esserci visti per Israele. Questo vale anche per visite non recenti.

Quanto tempo ci vuole per fare il visto

I tempi necessari per ottenere questo documento indispensabile per stringere rapporti d’affari con le ditte in Iraq variano in base ai documenti consegnati. Con l’autorizzazione ministeriale siamo intorno ai 4 – 5 giorni lavorativi. Con la lettera di invito della ditta irachena sono 7-15 giorni.

Moduli da scaricare per il visto affari

Per compilare, come abbiamo suggerito, c’è bisogno di un modulo di richiesta consolare. Per semplificare il lavoro ti lasciamo un modello in PDF che puoi scaricare e compilare prima di consegnare la domanda.

Documento da scaricare: MODULO AGGIORNATO IRAQ

Anche se la situazione dal punto di vista delle relazioni economiche è in miglioramento, per l’aspetto turistico c’è ancora molta instabilità nel paese. Quindi, per il momento, non si rilasciano i visti per motivi diversi rispetto a lavoro e/o affari.

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