Come compilare la domanda per richiedere il certificato di origine

3 June , 2019 Commercio Internazionale

Come si compila la domanda per la richiesta del certificato di origine? Questa domanda è fondamentale per le aziende che lavorano nel commercio internazionale.

Il certificato di origine è un documento fondamentale per consentire il trasporto delle merci a norma di legge. Ecco perché chi richiede questo documento deve compilare la domanda seguendo delle procedure ben precise che ti illustreremo in questo articolo.

Compilare il fonte della domanda

Con questo termine, vale a dire il fonte della domanda per la richiesta del certificato di origine, intendiamo il numero di caselle che va dalla 1 alla 9. C’è da dire che dalla prima alla settima abbiamo una concordanza precisa tra le due copie, quella che rimane al richiedente e quella che invece va alla Camera di Commercio.

Questo, ovviamente, per quanto riguarda la procedura cartacea. Con quella telematica il tutto viene raccolto e sintetizzato in un file digitale.

Da leggere: rilascio certificato di origine dalla camera di commercio

Richiesta del certificato di origine

Nella casella 8 viene riportata la richiesta del certificato di origine. Questo significa che si ritrova la dichiarazione sull’esattezza e veridicità delle informazioni, notizie e documenti che accompagnano la domanda. Qui si devono elencare anche eventuali verifiche supplementari richieste dalla Camera di Commercio.

Per completare il tutto è necessario inserire nome e cognome per esteso, qualifica e firma del legale rappresentante o di un procuratore delegato. Cosa succede con la versione telematica della domanda? Inseriamo la firma digitale.

Presenza di soggetto incaricato

La casella 9, invece, deve essere presa in considerazione se chi presenta la domanda non è la stessa persona che spedisce la merce. Che potrebbe essere agenzia intermediaria o spedizioniere doganale. Qui, nel caso, bisogna inserire nome, cognome o ragione sociale del soggetto incaricato. Che deve avere una delega, rilasciata su carta intestata dello speditore e allegata alla domanda per la richiesta del certificato di origine.

Passiamo al retro della domanda

Nei paragrafi 1-3 c’è la dichiarazione di origine delle merci esportate. Questo passaggio deve essere sottoscritto  dal legale rappresentante o da chi ha poteri di firma ed è delegato dall’impresa in qualità di procuratore. Per chi fa domanda online tutto questo può essere definito con la solita firma digitale.

Ricordiamo sempre che tutto ciò viene reso ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445. Quindi ha valore di dichiarazione di fronte a pubblico ufficiale. Nel caso in cui ci sia un controllo, hai 30 giorni a disposizione per provare la correttezza.

La merce è esclusivamente di origine UE?

Nel paragrafo 1 devi indicare il luogo di fabbricazione per permettere gli accertamenti da parte dei funzionari. È consentito indicare il solo paese di origine, ma l’impresa deve essere in grado di documentare, su richiesta della Camera di Commercio, la produzione nello stato dichiarato. Quest’attribuzione (origine merce di uno stato membro) fa riferimento all’art. 60 (comma 1) del CDU Regolamento (UE) n. 952/2013 e dall’art. 31 del Regolamento delegato (UE) 2446/2015.

La merce è acquistata da un commerciante?

Quindi non direttamente da chi ha fabbricato il bene? Chi fa domanda per la richiesta del certificato di origine deve farsi rilasciare dal commerciante una dichiarazione in grado di confermare il paese di origine della merce. O comunque una documentazione valida da conservare in caso di controlli delle autorità.

Questo in modo da consentire alla Camera di Commercio di confermare il paese in cui è avvenuta la produzione. O l’ultima trasformazione sostanziale. Tra i documenti utili in questo caso abbiamo:

  • Certificato di origine rilasciato dallo stato membro di origine.
  • Dichiarazione del produttore della merce,
  • Certificazioni di qualità e sanitarie rilasciate dal paese di riferimento.
  • Etichettature “made in” riconducibili ai beni esportati.

Trasformazione della merce

Passiamo al paragrafo 2. La merce relativa alla domanda per la richiesta del certificato di origine non è interamente originaria dell’Unione Europea? Ci sono trasformazioni in grado di conferire lo status di Made in UE ma tutto questo deve essere certificato.

In che modo? Indicando il nome e l’indirizzo dell’impresa che ha eseguito l’ultima trasformazione sostanziale (art. 60, comma 2, del CDU Regolamento UE n. 952/2013). La Camera di Commercio può accettare solo l’indicazione del paese di origine ma tutto deve essere documentato nel momento in cui si presenta un controllo.

La merce non è di origine UE ma di un paese terzo?

In questi casi bisogna allegare alla domanda per la richiesta del certificato di origine i documenti che giustificano l’origine delle merci. Vale a dire:

  • Certificati di origine emessi da altri organismi.
  • Certificazioni di qualità e sanitarie rilasciate da Enti pubblici abilitati.
  • Bolla doganale (importazione definitiva, temporanea, deposito doganale) dalle quali risulti espressamente indicata l’origine.
  • Polizze di carico indicanti anch’esse specificatamente l’origine.
  • Esibizione di etichettature “Made in” accompagnate da dichiarazione sostitutiva di atto notorio del richiedente, nella quale sia esplicitato che le stesse sono riconducibili alle merci in esportazione.

I documenti devono essere presentati insieme alla domanda. Per certificati di origine emessi da altri paesi, rispetto all’Unione Europea, devono essere originale.

Per semplificare tutte le procedure, la Camera di Commercio può accetta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000. Resta sempre la possibilità, per la Camera di Commercio, di effettuare controlli.

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