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Impossibile ignorare l’importanza che ha l’India nel mercato import & export italiano. Si tratta di un partner commerciale monumentale ma anche ricco di passaggi burocratici. La digitalizzazione ha snellito molte procedure ma la precisione documentale resta fondamentale. Qualche dato concreto?

india, visti e legalizzazione: come fare?

L’Italia è l’11esimo mercato di destinazione dell’export del paese India. Il valore totale dell’interscambio (nel 2025 secondo gli ultimi dati ufficiali) è di circa 14,2 miliardi di euro. L’esportazione italiano verso l’India vale 5.702 milioni di euro (+9,4% rispetto al 2024) mentre l’import italiano dall’India è pari di 8.545 milioni di euro. Quali sono le regole da seguire?

Legalizzazioni per l’India

Per merce in esportazione dall’Italia è necessario il certificato di origine. D’altro canto, l’India aderisce alla Convenzione dell’Aia. Non è quindi necessaria la legalizzazione consolare: per far valere i tuoi documenti italiani in India è sufficiente il timbro apostille ottenibile c/o la Prefettura o Procura. Tempistica: 5-10 giorni a partire dalla data dell’appuntamento.

I documenti devono essere tradotti in lingua inglese. La traduzione deve essere giurata in Tribunale e successivamente apostillata. Per contratti commerciali o procure societarie, le controparti indiane richiedono spesso che l’atto notarile originale sia redatto direttamente in doppia lingua (italiano/inglese) prima di essere apostillato per evitare contestazioni locali.

Il cliente indiano ti chiede comunque la legalizzazione? Probabilmente si sta sbagliando e utilizza un termine generico che non è più in vigore.

Se ti rechi al Consolato Indiano in Italia per legalizzare un documento pubblico o commerciale, saranno loro stessi a respingerti, dicendoti che devi mettere l’Apostille in Prefettura o in Procura.

Anche per il visto affari (e-Business Visa) necessario in India la procedura è completamente online. Il documento ha validità di 1 anno con ingressi multipli con soggiorno massimo di 180 giorni a ingresso. Requisito chiave: per l’e-Business Visa è obbligatorio caricare online una lettera d’invito dell’azienda indiana con i relativi dati di registrazione societaria/CIN e una lettera di presentazione dell’azienda italiana, entrambe redatte in inglese.

Documenti necessari

Serve il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi con almeno 3 pagine libere, 2 fototessere formato 5×5 cm, modulo consolare, lettera invito indiana e richiesta visto italiana su carta intestata. Inoltre, hai bisogno del certificato di iscrizione alla camera di commercio indiana, della visura camerale dell’azienda italiana e dell’operativo voli. Tempistica: 3/4 giorni lavorativi

I cittadini italiani non hanno l’esenzione dal visto. È obbligatorio l’e-Visa online prima di partire. Può avere durata di 30 giorni (doppio ingresso), 1 anno o 5 anni (ingressi multipli, con soggiorno massimo continuo di 90 giorni per ogni ingresso). Ecco cosa serve per il visto turistico in India.

Documentazione necessaria

Passaporto con validità residua di almeno 6 mesi con almeno 3 pagine libere, 2 fototessere formato 5×5 cm, operativo voli, prenotazione alberghiera ed e-Visa online. Nel caso in cui si venisse ospitati da un indiano o da stranieri che vivono o lavorano in India, è necessaria una loro lettera di ospitalità unitamente alla copia del loro documento di identità oppure del permesso di soggiorno o del visto con il quale vivono o lavorano in India.

Tempistica: 3/4 giorni lavorativi

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