L’import e l’export dai paesi europei verso quelli che non fanno parte dell’UE possono essere agevolati dagli accordi. Il certificato EUR1, ad esempio, è un documento che certifica gli accordi preferenziali daziari e di libero scambio con alcune nazioni che possono usufruirne per ridurre i vari costi d’importazione.
Anche se la digitalizzazione sta progressivamente sostituendo l’EUR1 con autocertificazioni e dichiarazione su fattura per REX o esportatori con lo status di AEO (Operatore Economico Autorizzato), è importante conoscere i dettagli di questo documento decisivo per chi importa ed esporta nei paesi extra UE.
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Il certificato di circolazione EUR1 è un documento doganale necessario per gestire gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e i paesi che hanno stretto accordi commerciali preferenziali specifici.
Come ad esempio la Svizzera, la Norvegia, l’Islanda e Israele. La sua funzione è quella di confermare l’origine preferenziale delle merci, permettendo a chi importa un determinato bene di ottenere dei vantaggi economici in termini di riduzione o esenzione dei dazi doganali all’ingresso nel paese. Ricordiamo che se la spedizione vale meno di 6.000 euro, non serve l’EUR1. Basta scrivere una dichiarazione in fattura.
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Il certificato EUR1 è il documento per attestare lo status di origine preferenziale – definito da protocolli e accordi bilaterali – delle merci tra l’Unione Europea e i paesi partner. Se una merce vuole ottenere l’EUR1 deve rispettare le regole e aver subìto una lavorazione per conferirle il carattere di prodotto originario. Questo significa che è stato realizzato o ha registrato una trasformazione sostanziale in un solo paese.
Il certificato ha generalmente una validità di quattro mesi dalla data di rilascio negli scambi con i paesi che prevedono accordi di libero scambio. È fondamentale che il documento arrivi alla dogana di destinazione entro questo termine. In casi eccezionali è possibile richiedere l’emissione a posteriori ma questo aumenta il rischio di controlli e può causare ritardi nello sdoganamento della merce.
Le regole per ottenere i certificati doganali (EUR1, EUR MED e ATR) sono diventate più rigide. Non esiste più la corsia preferenziale che permetteva agli spedizionieri di timbrare i documenti in anticipo. Oggi, ogni certificato deve essere controllato e validato dai funzionari doganali. I tempi di rilascio non sono più immediati e l’azienda deve consegnare in dogana tutte le prove scritte Per l’EUR1 servono alcuni documenti:
Il certificato EUR1 viene emesso dalle autorità doganali del paese di esportazione su istanza del richiedente. Ma la responsabilità della veridicità di quanto dichiarato ricade interamente sull’azienda esportatrice. Quindi bisogna rispettare con cura le dovute prove documentali: eventuali disattenzioni espongono l’azienda a contestazioni a posteriori, anche dopo 3-5 anni. Il certificato è composto da un modulo cartaceo standard che va compilato con precisione indicando nelle varie caselle:
Sul retro del foglio, o su un modulo a parte, dovrai firmare una dichiarazione in cui ti assumi la responsabilità legale dell’origine dichiarata. Tramite il sistema informativo dell’Agenzia delle dogane (spesso gestito dal tuo spedizioniere o doganalista), viene inviata la dichiarazione d’esportazione. Il modulo EUR1 cartaceo deve essere presentato fisicamente allo sportello della dogana di competenza.
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Per evitare blocchi nelle spedizioni e contestazioni, la strategia migliore oggi è abbandonare l’EUR1 cartaceo e richiedere lo status REX di esportatore autorizzato. Questo permette di autocertificare l’origine direttamente in fattura, bypassando fisicamente gli uffici della dogana e tornando alla rapidità operativa di un tempo. Vuoi maggiori indicazioni? Contattaci subito per valutare come semplificare il tuo lavoro.