Oggi, entrare negli Stati Uniti è sempre più difficile e aumentano i controlli per l’ingresso. Diciamo che da sempre gli USA sono stati sempre molto attenti a gestire le regole d’ingresso per turisti, e per chi accede nei confini nazionali per altri motivi come affari e lavoro. Senza dimenticare chi accede negli Stati Uniti d’America per studio: le regole di accesso e le verifiche sono diventate più severe.
Non a caso, dal 15 settembre 2026 è entrato in vigore un nuovo regolamento del Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) che cancella la Duration of Status. Il tutto viene accompagnato da verifiche severe su dati biometrici, controlli dei precedenti e screening degli account social network personali.
Per evitare brutte sorprese e accedere negli Stati Uniti d’America senza rischiare il respingimento devi sapere quali sono i controlli da affrontare con esito positivo, cosa ti chiedono e quali passaggi devi superare. Considerando che possono anche controllare i tuoi dispositivi come smartphone e computer.
La prima verifica che viene effettuata per l’ingresso negli Stati Uniti d’America riguarda i documenti di base: passaporto elettronico valido, ESTA (Visa Waiver Program) se viaggi per turismo o affari per un massimo di 90 giorni. Se devi fermarti oltre, per qualsiasi motivo, hai bisogno di un visto specifico come quello turistico (B2) e per affari (B1) che permettono di rimanere sul suolo americano fino a 6 mesi.
Altri documenti indispensabili: biglietti di andata e ritorno dell’aereo per dimostrare la tua intenzione di lasciare il paese entro una certa data e prenotazione degli alberghi se disponibili. Procurati anche una solida assicurazione sanitaria, indispensabile per sostenere i costi di eventuali cure mediche.
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Già in questa fase, nel pre-imbarco, possono esserci delle domande di sicurezza. Al banco del check-in o al gate dell’aeroporto, come Roma Fiumicino o Milano Malpensa per i voli diretti, il personale di sicurezza farà una breve intervista di profilazione. Il tema lo puoi immaginare: Chi ha preparato i suoi bagagli? Qual è il motivo del suo viaggio e quanto tempo si fermerà negli USA? I bagagli sono rimasti sempre sotto la sua diretta supervisione da quando li ha preparati? Rispondi con tranquillità e precisione.
Come sicuramente saprai, gli USA hanno ampliato il raggio dei controlli e possono verificare il contenuto dei social. Possono farlo in fasi differenti, ad esempio durante l’accesso in aeroporto.
Se durante l’intervista qualcosa non convince, possono indirizzarti verso la Secondary Inspection per sbloccare smartphone, tablet o computer portatili. Possono ispezionare le tue app, scorrere i feed dei profili social, leggere le email e controllare le conversazioni private su app di messaggistica come WhatsApp o Telegram. Puoi negare tutto questo ma di sicuro non avrai accesso al territorio USA.
In fase di richiesta del visto, è obbligatorio fornire i nomi utente dei propri profili social: verranno analizzati prima di concedere la documentazione. Per l’ESTA, al momento questo passaggio è facoltativo.
Lo sbarco negli Stati Uniti d’America è delicato. Non deve esserci ansia se hai tutto in regola, e poi il passaporto italiano è uno dei più potenti al mondo, abbiamo pieno diritto di passeggiare sul suolo americano nel rispetto delle regole. Però allo sbarco potrebbero esserci delle richieste. Ad esempio:
Una volta atterrato in uno degli aeroporti internazionali USA, verrai indirizzato verso i controlli della CBP, la customs and border protection. L’ufficiale di frontiera effettuerà il rilevamento biometrico prendendo le impronte digitali con uno scanner ottico e ti verrà scattata una fotografia. A questo punto ti può rivolgere delle domande elencate alle quali devi rispondere con tranquillità ma precisione, l’intervista sarà in inglese.
Meglio avere una stampa o una versione digitale di prenotazione e operativo dei voli per velocizzare le procedure. Anche in questa fase, le autorità possono chiederti la verifica degli account social.
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Questi passaggi possono mettere in difficoltà chi deve entrare negli USA e lo deve fare per lavoro o per studio. Ambasciata e consolati degli Stati Uniti d’America possono aiutare, ma fino a un certo punto.
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