Cos’è il certificato di origine? Guida introduttiva

20 December , 2025 Capire la Burocrazia

Uno dei pilastri nel mondo delle importazioni e delle esportazioni è il certificato di origine. Chi vende i propri prodotti all’estero ha sicuramente sentito parlare di questo documento che viene accompagnato ad altri riferimenti come la fattura commerciale. Esportare senza questo riferimento è impossibile ma l’errore è sempre dietro l’angolo, e chi sbaglia qualcosa nella compilazione rischia di dover pagare penali, affrontare ritardi.

Ci saranno anche lamentele da parte dei clienti. per fortuna ci sono realtà come la nostra, la SOA, che accoglie le necessità dei clienti per gestire in modo ottimale tutti i processi. O fornire dei software gestionali avanzati, in grado di semplificare tutti i passaggi per creare un certificato di origine online, telematico. Vuoi approfondire l’argomento? Ecco una guida dettagliata che ti spiega cos’è e come si gestisce un certificato di origine.

Cos’è il certificato di origine, a cosa serve

Il certificato di origine (COO) è un documento rilasciato dalla Camera di Commercio che attesta il paese in cui una merce è stata prodotta, fabbricata o ha subito l’ultima trasformazione sostanziale.

Ovvero quell’evoluzione che permette al bene di assumere una forma e una funzione completamente differente. Il certificato di origine è essenziale nel commercio internazionale per identificare il paese di produzione, determinare i dazi doganali, applicare accordi commerciali preferenziali e rispettare le normative.

Da leggere: come fare il certificato di origine ai clienti italiani

Quando serve questo documento commerciale?

Questo elemento di certificazione viene chiesto principalmente dai paesi che non appartengono all’Unione europea. Mentre tra stati membri dell’UE non è necessario grazie agli accordi commerciali in essere.

Il certificato di origine della merce è obbligatorio per rispettare le normative del paese importatore o rivelare l’origine per questioni economiche o politiche. Ma anche per il rispetto dell’ambiente (convenzione CITES).

In sintesi, possiamo dire che il certificato di origine serve quando si esportano merci verso paesi extracomunitari, gestire esportazioni temporanee per fiere e mostre, o sostituire merce difettosa già spedita. Per approfondire, leggi questo contenuto che ti spiega quando serve il certificato di origine.

Come si ottiene il certificato di origine?

Il certificato viene rilasciato dalle Camere di Commercio territorialmente competenti e rappresenta uno strumento essenziale per evitare ritardi, sanzioni o blocchi doganali nelle operazioni di commercio internazionale. La richiesta può essere inviata direttamente online e stampata in azienda.

Dentro devi indicare chi spedisce (l’esportatore) e chi riceve (il destinatario), con tutti i loro dati di contatto. Se il produttore è un altro soggetto rispetto a chi esporta, va indicato pure lui. La parte cruciale è descrivere bene cosa stai spedendo: qui serve precisione, quindi descrizione dettagliata della merce, il codice della nomenclatura combinata (HS), quantità e peso. Puoi anche fare un certificato di origne senza il destinatario. Ovviamente devi dichiarare da dove viene la merce che è proprio il senso del certificato di origine.

Chi compila il certificato di origine delle merci?

Questo compito è riservato all’esportatore, ovvero a chi vende i prodotti a un soggetto che si trova in un paese extra UE. Può autocertificare l’origine o deve sempre passare dalla Camera di Commercio?

Gli esportatori registrati nel Sistema REX o quelli autorizzati possono rilasciare dichiarazioni di origine direttamente su fattura per spedizioni preferenziali (con limiti di valore variabili). Per il non preferenziale o se non sei registrato REX, serve il visto della CCIAA. Ricorda che puoi chiedere anche il certificato di origine online proprio con SOA. Per approfondire puoi leggere la nostra guida dedicata a capire come compilare il certificato di origine.

Perché il certificato di origine è stato rifiutato?

Se alla dogana hanno rifiutato il tuo certificato di origine vuol dire che ci sono errori formali (date, descrizioni merci), requisiti di origine non dimostrati, o scadenza del documento. Puoi chiedere una rettifica alla CCIAA che lo ha emesso se l’errore è formale. Quindi facilmente gestibile perché causato da una distrazione.

Nei casi gravi, dovrai rifare tutto da capo con documentazione più completa. Le operazioni possono essere complesse e portare a errori soprattutto nei paesi che richiedono certificazioni di origine particolari. Anche per questo motivo può essere utile gestire i certificati con software automatizzati come SpeedyCO e Sprint.

Quando va emesso il certificato di origine?

Il documento deve essere emesso quando le merci sono in corso di spedizione, anche se in casi eccezionali è possibile richiederlo a posteriori presentando documentazione giustificativa dell’avvenuta spedizione. I tempi: 24-48 ore per richieste online complete, fino a 5-7 giorni lavorativi se mancano documenti o serve istruttoria.

Da leggere: come firmare la richiesta di certificato di origine

Quanti tipi di certificati di origine esistono?

Esistono due tipologie principali: la dichiarazione di origine non preferenziale, usata per ragioni statistiche e normative senza comportare agevolazioni tariffarie, e quella preferenziale (come EUR.1 o EUR-MED). Questa consente di beneficiare di riduzioni o esenzioni dei dazi doganali grazie ad accordi commerciali tra paesi.

Qual è la differenza sostanziale? Il certificato non preferenziale attesta che la merce è originaria di un determinato paese, senza dare diritto a riduzioni tariffarie. Quello preferenziale sfrutta accordi commerciali tra paesi/blocchi per ridurre o azzerare i dazi doganali, ma richiede che la merce rispetti specifiche regole di origine come percentuali di lavorazione locale o trasformazioni sostanziali.